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Da gennaio 2020 parte a Milano la prima sede italiana di Wild Code School

A gennaio 2020 Wild Code School, organizzazione che offre programmi intensi per l’apprendimento di alcune delle tecnologie e dei linguaggi a oggi più richiesti nell’ambito del digitale, aprirà il primo campus in Italia. La sede, posta nel quartiere Isola di Milano, si aggiunge ai 24 campus distribuiti in 11 Paesi in Europa.

 

Il progetto, nato da un’idea di Anna Stépanoff, CEO di Wild Code School, prevede un modello di “Scuola del futuro” basato su un approccio “blended learning”, per la formazione di alcune figure professionali in ambito digitale. Ciò significa combinare l’apprendimento in aula e l’uso di risorse online. I Campus adottano, infatti, un software proprietario attraverso il quale gli studenti possono esercitarsi e migliorare le loro skills. Il tutto avendo sempre al loro fianco dei mentor in carne e ossa che li accompagnano nella formazione. Ad oggi Wild Code School offre cinque percorsi di specializzazione:

 

  • Web Development
  • Data Analysis
  • Product Management
  • Cyber Security
  • Blockchain

 

I corsi prevedono una frequenza part time o full time e hanno una durata che varia a seconda dei profili tra i 5 e i 10 mesi. La scuola si rivolge a un target ampio di persone, con un’età compresa dai 18 ai 58 anni, indipendentemente dal loro titolo di studio, dall’esperienza lavorativa maturata e dal settore di provenienza. Il campus è aperto sia a studenti con o senza diploma di scuola superiore secondaria, laureandi e neolaureati (provenienti da facoltà quali: marketing, economia e comunicazione, ecc.), lavoratori interessati a una nuova professione o persone che hanno perso il lavoro e vogliono ricollocarsi cogliendo le opportunità che offre l’economia digitale. Il processo di ammissione tiene in considerazione sia il percorso di vita personale, sia il desiderio di raggiungere i propri obiettivi, la capacità di risolvere problematiche e l’abilità di lavorare in team.

 

Da dove nasce?

 

Anna Stepanoff, Co-founder e CEO di Wild Code School Europe, spiega: “Ho sempre sognato di lavorare nel mondo dell’insegnamento e aver studiato in un contesto internazionale (prima Harvard, poi la Sorbonne, ndr) mi ha fatto capire quali fossero le esigenze educative necessarie alle nuove professioni”. Nel 2014 ebbe l’intuizione di aprire un luogo dedicato alla crescita di nuovi talenti in ambito digital. Tutto è nato quando lavorò come consulente per McKinsey. “Proprio questa esperienza mi ha fatto capire quanto le aziende avessero bisogno di talenti digitali e quanto il sistema formativo fosse impreparato rispetto a tale esigenza. Servivano nuove modalità di insegnamento, ma anche una nuova visione e una nuova cultura”.

 

Sul tema “Gender Gap”, a oggi le donne iscritte ai corsi della Wild Code School sono il 30%, ma l’obiettivo è far crescere questa percentuale anche attraverso il programma “Women are Programming” che mette a disposizione, solo per il Campus di Milano, 5 borse di studio per un valore di 30.000 Euro che verranno offerte alle studentesse della prima sessione del corso in partenza a gennaio. Due di queste saranno assegnate alle associate di SheTech, organizzazione che mira a sostenere lo sviluppo e la crescita professionale delle donne nel mondo tecnologico. “Favorire la presenza femminile nel mondo del coding è fondamentale perché app e device sono utilizzati anche dalle donne, dunque, la loro creatività e sensibilità può fare la differenza, portando a un nuovo livello l’esperienza della programmazione” – conclude Stépanoff.

 

Le domande di ammissione alla prima sessione possono essere inoltrate sul sito del Campus, le iscrizioni si chiuderanno il 10 gennaio.