Innovazioni per una società aperta

Imprese

“GIOVANI E LAVORO”
di Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha da poco tempo lanciato un programma formativo per l’inserimento di 5.000 giovani in cerca di occupazione tra i 18 e i 29 anni entro il 2021, il progetto “Giovani e Lavoro” che mette in relazione tre elementi fondamentali: la disoccupazione giovanile, le aree geografiche dove questa è più elevata e la richiesta di personale già formato da parte delle imprese. Partner del progetto Generation Italy, no profit fondata dalla McKinsey & Company nel 2015.

Obiettivo: contribuire a ridurre il fenomeno della disoccupazione giovanile.

 

Abbiamo approfondito la natura, gli obiettivi e le modalità realizzative del progetto con Paolo Bonassi, Responsabile Direzione Strategic Support di Intesa Sanpaolo.

 

 

L’attenzione ai giovani nel Piano di Impresa 2018-2021.

 

“Da anni siamo mossi dalla volontà di farci carico di temi sociali. Questa iniziativa, che nasce proprio per ispirazione del nostro CEO, insieme a molte altre, rientra in maniera integrata nel nostro Piano di Impresa e ha l’obiettivo di contribuire alla risoluzione di emergenze sociali come quella dell’occupazione giovanile. Noi crediamo che una banca debba concorrere alla crescita del paese e lo deve fare non solo attraverso il tradizionale modo di stare nel mercato, perseguendo quindi le proprie finalità di profitto. L’obiettivo è rendere la società più forte e coesa attraverso un miglioramento diffuso del benessere socio-economico delle persone e delle famiglie, riducendo le disuguaglianze specie in un momento storico come quello attuale.

Per noi è veramente importante farci carico di problemi sociali e lavorare in maniera sinergica e complementare con le istituzioni pubbliche con l’obiettivo di contribuire a potenziare la crescita e il benessere del paese.

Nel nostro Piano d’Impresa, quindi, molte iniziative che vanno in questa direzione consolidano una vocazione e la fanno diventare un obiettivo strategico. È così che integriamo obiettivi tradizionali e visione più ampia di crescita per la comunità e la società in cui operiamo. È una chiamata morale che va però oltre la mera filantropia, tutti sappiamo che i paesi più forti dal punto di vista sociale sono anche i più forti a livello economico.

Questa visione ci ha portati all’attenzione particolare verso i giovani, che rappresentano il futuro del nostro paese e il vero vantaggio competitivo di ogni società.”

 

 

Come partecipare: iter di selezione e durata dei percorsi.

 

“Questo progetto interesserà 5000 giovani, dai 18 ai 29 anni, in particolare coloro che faticano ad approcciare il mondo del lavoro. La selezione avviene in tre fasi durante le quali cerchiamo di verificare prerequisiti particolarmente importanti, quali quelli motivazionali e comportamentali. Per prima cosa i giovani interessati devono inviare la propria candidatura attraverso il portale dedicato; dopo aver concluso l’application sono chiamati a svolgere un test attitudinale on line. Superata la prima fase, vi è un test sul campo, studiato a seconda della posizione di destinazione prescelta. Sono tre, infatti, i profili professionali che saranno formati attraverso questo percorso: addetto alle vendite, specialista settore alberghiero/ristorazione, programmatore Java. Ad esempio, nel caso della posizione di addetto alle vendite chiediamo ai giovani di recarsi in un centro commerciale e di osservare con attenzione come è strutturato, quali le modalità di accoglienza dei clienti, la logistica e l’organizzazione dei servizi e di fornire quindi un’analisi rispetto ai punti di forza e debolezza dello stesso. Nella terza e ultima fase della selezione i giovani sono chiamati a sostenere un colloquio. Ogni step è selettivo. Una volta superato il colloquio si può accedere al corso di formazione.  Il corso poi ha, coerentemente, durata variabile a seconda del profilo di destinazione.  Dura tre settimane per gli addetti alle vendite, quattro per lo specialista del settore alberghiero e tre mesi per i futuri programmatori java. Al termine del percorso si svolgerà un career day in cui i ragazzi incontrano le aziende, con finalità di assunzione. “

 

 

Le logiche di costruzione: le esigenze da soddisfare.

 

“Con questo progetto affrontiamo il tema della disoccupazione giovanile sotto un duplice aspetto e con un doppio obiettivo: offrire ai giovani la possibilità di acquisire le giuste competenze e strumenti per entrare nel mondo del lavoro e, nel contempo, facilitare alle imprese il contatto con persone motivate e che abbiano già una formazione di base.

I primi dati dai quali siamo partiti sono il numero dei disoccupati e il numero di posizioni aperte per le quali le aziende fanno fatica a reperire le giuste persone. Noi godiamo di una rete capillare di imprese nostre clienti su tutto il territorio nazionale e questo ha reso possibile uno studio approfondito e diretto dei settori e delle aree geografiche più interessate da questa emergenza. È così che abbiamo definito i tre settori e le sei provincie sui quali iniziare a lavorare.

Abbiamo avuto molti colloqui con le imprese volti da un lato a conoscere la natura delle posizioni aperte e dall’altro a capire quale tipo di formazione fosse più utile fornire ai giovani coinvolti, su quali competenze soft e di base focalizzare il percorso.”

 

 

I percorsi di formazione: metodologie e modalità realizzative.

 

“Abbiamo scelto di gestire la formazione, dalla progettazione all’erogazione, con i nostri partner per avere la necessaria flessibilità che il progetto richiede. Abbiamo trovato in Generation Italy un perfetto allineamento di intenti e anche una perfetta complementarietà metodologica.

La formazione erogata ha natura fortemente operativa e pratica. Molte saranno infatti le simulazioni e le esercitazioni che impegneranno i giovani coinvolti, affrontando situazioni non dissimili dal vero in un contesto non reale ma decisamente realistico. Sarà un vero percorso che testerà la motivazione dei ragazzi, un’occasione per loro di fare una riflessione su di sé e avrà anche il risultato di orientarli e di fargli comprendere se quella professione è realmente quella che vorranno intraprendere in futuro. Si lavorerà molto anche su aspetti personali, su quelle caratteristiche che, anche da ciò che le aziende ci hanno raccontato, sono divenute sempre più preziose: la proattività, la capacità di lavorare in team, di risolvere problemi senza dimenticare aspetti che sembrano “soft” ma altrettanto importanti”, quali ad esempio l’ordine o la puntualità.”

 

 

I benefici attesi: verso l’esterno e verso l’interno.

 

“Questo è un progetto che si rivolge soprattutto all’esterno, nasce per impattare principalmente sulla società. Ha una prospettiva di crescita sociale. Vogliamo far crescere il paese perché se cresce il paese cresceremo anche noi.

È, però, innegabile che l’averlo messo in campo ha portato anche all’interno della Banca alcuni benefici molto concreti, fra tutti un miglioramento della relazione e una maggiore comprensione delle esigenze delle aziende nostre clienti, che per noi sono dei veri partner.

Altro beneficio che viviamo all’interno è l’entusiasmo di noi tutti coinvolti in maniera diversa sul progetto, ne siamo diventati tutti promotori.”

 

 

Gli impatti che la tecnologia sul settore bancario: breve riflessione.

 

“Il digitale sta guidando e trainando una trasformazione fortissima nei processi e negli strumenti, ma è evidente che anche noi abbiamo bisogno di trasformarci, di evolvere le nostre competenze specialistiche. Io sono certo che il fattore umano non scomparirà ma il modo di lavorare è già, e sarà sempre di più, molto diverso. Parlando di me, ad esempio, il mio modo di vedere la banca è cambiato e molto cambierà ancora, ne sono sicuro.

Credo che sia necessario lavorare molto da un lato sui giovani che entrano nel mercato del lavoro ma dall’altro anche su chi lavora già all’interno delle aziende. Avremo sempre più bisogno di rafforzare ad esempio la capacità di adattarsi e di saper gestire il tempo, per non subire la tecnologia ma indirizzarla verso i nostri bisogni e quelli della clientela.”