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HackaMOL2019: il contest per chi si sfida a suon di Artificial Intelligence e Machine Learning

HackaMOL 2019

Intervista di Sara Giunta a Iacopo Ghisio (Responsabile IT Management BPO Division) e Stefano Carta (Deputy CEO) di Gruppo MutuiOnline.

  • Si è svolta da poco tempo la 2° edizione di HackaMOL, prima di addentrarci nell’iniziativa vogliamo conoscere meglio il vostro Gruppo. Sappiamo che l’idea della vostra impresa nasce tra le aule del Massachusetts Institute of Technology nel 1996, come questa genesi ha caratterizzato e caratterizza tuttora la vostra società? Quale è il vostro tratto distintivo?

 

Stefano Carta: “Il nostro tratto distintivo credo stia nel ricercare l’innovazione e nell’avere la spinta imprenditoriale per realizzarla. Nel mio speech introduttivo all’HackaMOL ho descritto il nostro Gruppo come la prima (e più longeva) fintech italiana, proprio perché dal 2000 utilizziamo la tecnologia per fornire servizi finanziari in maniera innovativa e alternativa ai metodi tradizionali. Sicuramente molto di questo approccio è scritto nel nostro DNA: la storia del Gruppo MutuiOnline è infatti quella della “start-up all’americana”, dove due giovani brillanti, armati di un’idea innovativa (rivoluzionare il modo in cui un cliente sceglie un mutuo e quello in cui la banca lo istruisce), scrivono un business plan, fondano una azienda, convincono degli investitori e portano poi l’idea al successo, alla quotazione in borsa e alla crescita successiva. Questo spirito imprenditoriale e innovativo non ci ha mai abbandonato, anche grazie al fatto che i due fondatori sono ancora fortemente presenti nella gestione del Gruppo. Quest’anno abbiamo creato l’Innovation Center, in cui abbiamo raccolto tutti i nostri talenti che si occupano di innovazione, da quella di processo a quella tecnologia, passando per la Robotic Process Automation, l’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning; è all’interno dell’Innovation Center che è nata questa edizione dell’HackaMOL.”

 

  • Come definireste il vostro rapporto con le nuove generazioni?

 

Iacopo Ghisio: “Il rapporto con le nuove generazioni è sempre conflittuale e noi non possiamo far altro che confermare. Siamo una realtà bancaria / finanziaria quindi lenta e noiosa con tecnologie vecchie… ah no! Questo è quello che si pensa in generale. Vogliamo cogliere le opportunità di un mercato in costante crescita e che sempre più guarda alle start-up come all’unico modo per fare cose innovative, dinamiche e tecnologicamente avanzate. Per questo motivo, noi dell’Innovation Center rappresentiamo una start-up all’interno di un’azienda solida e capace di rischiare ed investire in conoscenza e tecnologia, ma con la capacità assodata di creare solide basi per il futuro. Stiamo cercando le nuove generazioni da far crescere con mente imprenditoriale in modo che sappiano darci una mano una volta raggiunta la maturità lavorativa.”

 

  • Quali sono oggi i trend più rilevanti nel vostro settore, quali impatti l’innovazione tecnologica ha e avrà ancora sulle professioni dei settori bancario e finanziario?

 

Stefano Carta: “Siamo convinti che la tecnologia continuerà ad essere un driver sempre più importante nell’evoluzione dei servizi finanziari, anche grazie all’impatto della normativa, che ha da un lato l’effetto di aprire a nuove opportunità e dall’altro di chiedere sempre più affidabilità e solidità dei sistemi; noi abbiamo deciso di reagire a questi trend aumentando ancora di più il nostro investimento in tecnologia e rendendo le nostre piattaforme modulari, in grado cioè di poter rispondere a tutte le esigenze del cliente, dall’erogazione di un singolo servizio al full outsourcing, passando per l’integrazione con fintech esterne. In questo contesto, certamente è aumentata la nostra ricerca di profili tecnologici che si affianchino alle fortissime professionalità lato prodotto: se siamo in grado di sviluppare la migliore piattaforma di mercato per la gestione dei mutui o della cessione del quinto, è perché siamo guidati nello sviluppo dai nostri professionisti che ormai da due decenni ci aiutano a essere i più bravi del mercato nell’erogazione di questi servizi.”

 

Iacopo Ghisio: “Tutto il nostro business si regge sulle gambe di forte imprenditorialità coadiuvata da una passione per la tecnologia. Spesso ci troviamo di fronte a giovani che cercano di capire come muoversi nel mondo del lavoro e ai quali stiamo cercando di insegnare ad usare gli strumenti giusti; sovente però ci troviamo di fronte a persone capaci, volenterose e che, salvo poche eccezioni, non hanno ancora imparato a stare tecnologicamente in piedi da sole. L’università da sola non basta per cui stiamo cercando di collaborare con essa sin dai primi corsi, in modo da suggerire quali siano le pratiche migliori da insegnare per aumentare il grip di apprendimento ed utilizzare immediatamente il potenziale degli studenti. L’università ha necessariamente bisogno di collaborare con le aziende, e su questo certamente l’Università di Cagliari sta facendo un ottimo lavoro.”

 

 

  • Parlando di HackaMOL. Come nasce l’idea di questa iniziativa? Quali gli obiettivi, la natura e le finalità?

 

Iacopo Ghisio: “L’idea nacque a fine estate 2017 quando annaspavo nei CV ed usavo LinkedIn come principale strumento di lavoro per selezionare e creare il team di Artificial Intelligence and Machine Learning. Dovevamo fare qualcosa per spiegare alla gente che non siamo un call center, non siamo il back office di una banca; dovevamo “far uscire” la nostra competenza tecnologica e spiegare che stavamo cercando di ampliare il nostro know-how ed entrare in un ecosistema florido alla ricerca di nuovi talenti. La prima edizione ci ha visto scommettere su un tema sociale, ovvero la previsione degli incendi in Sardegna, sfruttando tecnologie di Machine Learning e collaborando con 3 università italiane. La nostra seconda edizione di HackaMOL si è invece incentrata su un tema di puro sviluppo di un prodotto informatico facendo leva sia sull’Intelligenza Artificiale che su Robotic Process Automation. Lo scopo ultimo è farci conoscere e riconoscere come un polo tecnologicamente avanzato, in particolare nell’ecosistema sardo, dato che in Sardegna abbiamo strategicamente deciso di posizionare il cuore dell’Innovation Center.”

 

  • Cosa avviene esattamente nelle 30 ore di lavoro dei team? In che modo, con quali metodologie e strumenti, accompagnate i loro lavori dalla fase di ideazione alla presentazione dell’idea progettuale?

 

Iacopo Ghisio: “Normalmente la maratona inizia con talk a tema innovativo fortemente connesso con la problematica da trattare. Lasciamo ampio spazio alle idee senza confinare i partecipanti in tecnologie specifiche o tool di nostro interesse. Tutti hanno modo di collaborare sfruttando al massimo le proprie competenze, all’interno di un team che si crea in loco oppure ci si “porta da casa”. I nostri esperti del settore sono sempre tra i tavoli per seguire i team e dissipare i dubbi… oltre che per mettere al fresco i PC che si surriscaldano (si, è successo anche questo!). Durante il tempo a disposizione i partecipanti possono collaborare, svagarsi, fare network, per portarsi a casa il risultato dell’evento ed eventualmente pianificare il loro passo futuro.”

 

  • Quale è il vostro bilancio su entrambe le edizioni? Quali i risultati raggiunti ad oggi in entrambe le edizioni dei quali siete maggiormente soddisfatti?

 

Stefano Carta: “Siamo molto contenti di queste due edizioni e del loro valore all’interno della strategia complessiva di mantenere vivo il contatto con l’ecosistema tecnologico della regione. L’HackaMOL non è solo un evento esterno ma un momento di grande consapevolezza aziendale: a questa edizione hanno partecipato circa 70 colleghi nei vari ruoli di organizzazione, speech, supporto tecnologico, campioni di calcio balilla… ecco, ritengo che questa “mescolanza” di colleghi di tanti dipartimenti e di giovani talenti tecnologici che si mettono in gioco sia il risultato di cui andare maggiormente fieri.”

 

  • Oltre ai premi in denaro per i migliori talenti vi è anche la possibilità di sviluppare le soluzioni direttamente in azienda. Come è andata quindi la fase del post contest?

 

Iacopo Ghisio: “Dopo la seconda edizione ci stiamo portando avanti con il progetto sviluppato che diventerà una soluzione realmente funzionante in azienda; abbiamo ricevuto manifestazione di interesse e siamo in aperto dialogo con alcuni dei partecipanti perché ci aiutino a portarlo avanti. Inoltre, alcune delle idee sviluppate durante l’evento saranno effettivamente inglobate nella soluzione finale. Naturalmente, la realizzazione di un software di produzione richiederà qualche tempo in più rispetto a quello concesso all’HackaMOL…”

 

  • Per le prossime edizioni cosa dovremo aspettarci? Vi saranno novità?

 

Stefano Carta: “Stiamo già lavorando alla prossima edizione, certamente potete aspettarvi che cercheremo di essere sempre sulla frontiera dell’innovazione “pragmatica” (cioè applicabile a una opportunità vera, che leggiamo nel mercato), e che faremo rumore…”

 

  • Concludendo, per fare innovazione occorrono di certo competenze tecniche, idee e creatività ma quali altre Human Skills, dalla vostra esperienza, sono indispensabili per trovare soluzioni sempre più innovative che rispondano alle sempre nuove esigenze delle persone e del mercato? Su quali suggerireste ai giovani di concentrarsi?

 

Iacopo Ghisio: “La voglia di fare è certamente la prima, la capacità di dialogo e di interazione la seconda; per finire una buona dose di creatività, pensiero laterale ed ottimismo. Senza di queste anche un genio tecnologico rimane nel proprio garage.”

 

Stefano Carta: “Iacopo ha centrato perfettamente la descrizione, aggiungo solo il valore della diversità: poter mettere in un team di progetto un esperto di prodotto, una data scientist, una sviluppatrice software, un commerciale e un ingegnere di processo crea dei livelli di qualità creativa ineguagliabili.”