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Il valore dei dati. Il racconto di Cerved Next, evento dedicato alla data-driven economy

Intervista di Sara Giunta a Valerio Momoni, Marketing, Product and Business development Director di Cerved Group S.p.A.

  • Si è svolta da poco tempo la 2° edizione di Cerved Next, l’evento da voi organizzato in collaborazione con IAB e ACMI e dedicato alla data-driven economy. Anche quest’anno è stato un successo: 3700 presenze, 40 speaker, 30 workshop e 7 corsi di formazione. Prima di addentrarci nell’iniziativa ci dice cosa è e di cosa si occupa Cerved?

 

Di Cerved si conosce più quello che fa che quello che è! Tutti sanno che ci occupiamo di dati. Noi siamo infatti una Data-Driven Company e, per usare un termine oggi forse fin troppo inflazionato, noi siamo i Big Data. Oggi la quasi totalità dei fenomeni economici, sociali e politici e le relative decisioni possono trovare nei dati un rilevante supporto. Il tema dei dati riguarda tutti, tutti vogliamo sapere verso dove andrà il futuro, vogliamo crescere e proteggerci dal rischio e la lettura e l’interpretazione dei dati, il loro uso potenziale, ci può aiutare a soddisfare questi bisogni che definirei quasi primordiali. Questa è la natura intima di Cerved che con il tempo è poi diventato un gruppo articolato.

Le imprese, le pubbliche amministrazioni e i liberi professionisti non possono più ignorare l’importanza dell’informazione “intelligente” e degli analitycs e in noi possono trovare un partner affidabile e solido. Ci rivolgiamo ad aziende di tutte le dimensioni e fra i nostri clienti vi sono moltissime PMI italiane. Uno dei nostri motti è “Cerved for Italy”.

Vogliamo aiutare l’economia, la società e la politica a far crescere il nostro sistema paese. Spesso infatti siamo percepiti come istituzione e come un operatore di sistema. Ci piace definirci un champion italiano.

 

  • Parliamo di Cerved Next. Siete giunti alla seconda edizione. Come nasce l’idea di questa iniziativa? A quali bisogni risponde e quali sono gli obiettivi?

 

Con Cerved Next ci proponiamo di fare divulgazione. Portiamo in Italia cervelli da tutto il mondo che ci aiutano a stimolare domande e interrogativi sul futuro. L’evento ha l’obiettivo di aiutare a comprendere come dar valore ai dati. I dati crescono esponenzialmente secondo uno “scontato effetto wow”, ecco, con questo evento noi andiamo paradossalmente in direzione opposta. Mi spiego: proprio perché i dati sono pervasivi, così tanti e presenti in ogni momento della vita (non solo economica) anche l’intelligenza deve crescere esponenzialmente, per poterli prendere, maneggiare e per garantirne qualità. Bisogna che la nostra intelligenza cresca perché siano realmente utili per prendere decisioni, anche, per esempio, per il sistema politico. La crescita nel mondo sta avvenendo grazie all’innovazione legata alla data-driven economy, con Cerved Next noi mettiamo a disposizione del sistema paese un’occasione per comprendere questa innovazione e per fare le dovute riflessioni.

Siamo molto soddisfatti dei feedback ricevuti, più del 93% degli intervenuti ha dichiarato di averlo trovato un momento di crescita e confronto estremamente ricco e di voler ritornare il prossimo anno.

 

  • Come lavorate per lo sviluppo di questa “intelligenza“?

 

Accanto all’attività di divulgazione realizzata proprio con Cerved Next abbiamo altre leve. La prima è “Cerved Know”, la nostra piattaforma. Da qualche anno abbiamo reso totalmente accessibile a chiunque questo strumento di knowledge su imprese, credito e data innovation. È anche lo strumento con il quale rimaniamo in contatto con la community che si riunisce intorno all’evento Next. È open perché ci interessa condividere la conoscenza. In Cerved non smettiamo mai di studiare e di osservare i dati, abbiamo un centro studi interno che alimenta la piattaforma con contenuti, pillole formative, tutorial. Attraverso questo strumento offriamo formazione gratuita ai nostri clienti, ma non solo, a tutte quelle realtà che non hanno la possibilità di rimanere aggiornate. Gli stessi report o altri più specifici sono messi a disposizione anche del mondo accademico e della ricerca. Riserviamo poi ai nostri clienti le attività della nostra Cerved Academy, su questa diciamo che ci siamo trovati la “mission in mano”. È stato inevitabile che nascesse perché i nostri clienti hanno bisogno di supporto per usare i servizi che mettiamo loro a disposizione e così li aiutiamo ad imparare a usarli.  Le attività dell’Academy puntano sullo sviluppo di competenze core e di base che servono per usare i nostri servizi, ma molto spazio è anche riservato alla formazione su contenuti che se non si posseggono creano inevitabilmente un freno alla spinta e alla crescita, tra i tanti il mondo della data science.

 

  • Cerved Next prevede la realizzazione di due iniziative dedicate in particolare ai giovani. Ce le può raccontare?

 

Le iniziative per i giovani sono state un successo in entrambe le edizioni. All’interno dell’evento vi è infatti per loro la possibilità di partecipare a workshop di Cerved Academy, quindi a corsi sulla Gestione del Credito e Strategie di Marketing & Sales con professionisti del settore che, oltre alla loro competenza, hanno portato la loro esperienza sul campo. Poi vi è l’iniziativa di Cerved Next Campus rivolta a studenti e neolaureati che durante l’evento lavorano in gruppo su un caso concreto di business, affiancati da professionisti Cerved che valutano non il loro CV, ma il loro spirito di imprenditorialità, la loro capacità di ragionamento e le loro attitudini. Il miglior progetto e i  membri del team vincitore “guadagnano” uno stage. Ciò che mi ha colpito in entrambe le occasioni è vedere tanta passione e tanta felicità nei giovani che hanno partecipato al campus e che hanno quindi vinto l’occasione di svolgere un’esperienza professionalizzante da noi. Vogliamo assolutamente continuare e, perché no, arricchire questa esperienza.

 

  • Il vostro core ha naturale legame con l’innovazione tecnologica, le chiedo secondo lei quali sono gli impatti che l’innovazione tecnologica nel vostro settore ha sul mercato del lavoro e sul mondo della formazione. Ovvero, da un lato come stanno cambiando i “mestieri” e dall’altro, come i percorsi di formazione (formali e non) si stanno evolvendo o dovrebbero evolvere per preparare gli studenti (e non solo) alle opportunità del mercato del lavoro in questo settore?

 

Tutte le professioni che hanno a che fare con i dati e il service design sono oggi quelle necessarie e quelle sulle quali il mondo della scuola e della formazione dovrebbe puntare.  Mi riferisco anche a metodologie e approcci quali il design e il visual thinking o il business modelling. Molti dei nostri clienti hanno cominciato a chiederci supporto per imparare ad usare queste metodologie insieme alle competenze più hard e legate appunto ai dati, ciò significa che hanno e avranno bisogno di assumere profili che abbiano dimestichezza con esse. In ultimo: la mia risposta romantica e personale è che la tecnologia e i dati potenziano gli individui, ma diventano sempre più distintive le competenze trasversali e di processo, quelle delle quali, appunto, le metodologie di cui sopra sono un’espressione. Oggi ciò che scandisce il tempo è “clock dell’innovazione”, è necessario abituarsi e gestire il nuovo ritmo, la velocità con la quale le innovazioni impattano sulla vita in generale, non solo sui mercati.

Per noi di Cerved questo vuol dire chiedersi continuamente come sarà il nostro nuovo utente, di cosa avrà bisogno, quale è la prossima sfida nella quale una Data- Driven company come la nostra può e deve fare la differenza per la vita delle persone.

 

Per rivivere la giornata e approfondire tutti gli speech ecco il  sito ufficiale dell’evento.