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Formazione

“Orizzonte digitale”: parte il programma formativo promosso da VMware-Università italiane sulle tecnologie innovative rivolto a 1.000 studenti l’anno

È stato presentato “Orizzonte digitale”, un programma di iniziative di education sviluppato dall’azienda VMware e dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), che prevede la formazione mirata alla Digital Transformation per circa 1.000 studenti l’anno.

 

L’obiettivo è diffondere le competenze digitali tra gli studenti che si stanno formando per svolgere lavori che non hanno alcuna relazione con l’ICT. Si parte con 3 università pilota (Università di Pisa, Università Federico II di Napoli e Università di Milano-Bicocca), con la volontà di estendere l’iniziativa ad altri atenei.

 

“Orizzonte Digitale” prevede la realizzazione di incontri formativi, seminari e lezioni didattiche che coinvolgeranno studenti, professori e personale accademico, mettendo inoltre a sistema il know-how di VMware nelle tecnologie digitali in ambiti come il cloud, il networking e la sicurezza e il digital workspace. Alcune delle competenze su cui verteranno le iniziative riguardano il mondo Analytics, Machine Learning, Cloud Computing, Intelligenza Artificiale, Big Data, Security. Gli studenti potranno così ottenere le certificazioni su tecnologie innovative; il piano esatto è in via di definizione.

 

Sono molte le professioni che stanno vivendo continue evoluzioni grazie alla tecnologia. Un medico, ad esempio, per il quale le evidenze di tipo quantitativo sono fondamentali, avrebbe enormi vantaggi dall’utilizzo di strumenti di analytics. E ancora, un avvocato che sappia usare software AI potrebbe migliorare l’efficienza dell’analisi dei documenti per uso legale, catalogandoli come rilevanti per un caso particolare.

 

Alcune dichiarazioni.

 

Sono intervenuti insieme, durante una conferenza stampa, Ferruccio Resta, Segretario Generale della CRUI nonché Rettore del Politecnico di Milano, Raffaele Gigantino, Country Manager di VMware Italia e Daniele Fichera, Senior Consultanti di FPA.

 

“[…] È un progetto ambizioso, ma ritengo che la collaborazione fra le aziende e il mondo universitario sia indispensabile per fornire ai giovani le competenze richieste oggi da un mondo del lavoro che si sta profondamente trasformando. Una sinergia fondamentale per sostenere lo sviluppo socio-economico del nostro Paese che, ora più che mai, ha bisogno di una forte trasformazione digitale per essere competitivo sul mercato globale” ha detto Gigantino.

 

“Dobbiamo formare professionisti che abbiano competenze digitali indipendentemente dalla loro professione – ha ribadito Resta – e la collaborazione con le aziende è fondamentale. […] La tecnologia è una delle molle della competitività, ma per essere compresa e gestita ha bisogno non solo di conoscenze tecniche, ma anche di ‘saperi sociali’ che gli studenti apprendono durante gli anni di studio prima ancora che nel mondo del lavoro. Per questo motivo la CRUI stringe partnership solide con le imprese come VMware, affinché la digitalizzazione rappresenti una vera opportunità che dobbiamo saper cogliere non ai margini, ma da protagonisti […] e il ruolo dell’Università è centrale, non solo nello sviluppo di nuove tecnologie, ma anche nella definizione di un approccio culturale ed etico adeguato al cambiamento” […]

 

Fichera ha illustrato poi i dati emersi da una ricerca, commissionata a FPA da VMware e CRUI, per comprendere il ruolo del sistema universitario per lo sviluppo territoriale. Nella ricerca la presenza universitaria nelle varie città è stata correlata con i principali indicatori di sviluppo socio-economico (tasso di occupazione e valore aggiunto pro-capite) e con alcuni indicatori specifici che aiutano a misurare il contributo all’innovazione sul territorio: diffusione di servizi ad alto contenuto di conoscenza (HITS), attività produttive ad alta intensità tecnologica (HIT), diffusione di startup e PMI innovative, domanda di lavoro qualificato. “L’analisi effettuata – ha spiegato Fichera – conferma sostanzialmente l’assunto che una significativa presenza universitaria è tra i fattori che concorrono positivamente ai livelli di sviluppo economico territoriale, alla diffusione dell’innovazione e alla qualificazione competitiva delle attività produttive”.